Un nuovo spazio di aggregazione gestito da e per i ragazzi.
« Un’officina di speranza per tutti quei giovani che non vogliono rimanere sugli spalti della vita »
LA STORIA DEL PROGETTO.
Il progetto del Civico 79 nasce in seno alla comunità salesiana di Livorno, nel febbraio 2019. In corrispondenza del Sinodo dei Giovani del 2018, le realtà salesiane d’Italia si sono incontrate ad Alassio e, dalla stesura del documento Walk and Work, è nata l’intenzione di ripensare lo spazio per i giovani, soprattutto in età universitaria. Un gruppo di ragazzi livornesi, adulti e scout AGESCI (Gruppo Livorno 2) – con il nome di “Civico LAB” – ha iniziato ha lavorare sul progetto di allestire uno spazio della parrocchia per farne un centro d’incontro che coinvolgesse la gioventù livornese assetata di esperienze di confronto, dibattito e partecipazione. Nasce così l’idea del Civico 79 (C79): «un’officina di speranza per tutti quei giovani che non vogliono rimanere sugli spalti della vita» (recita così la loro descrizione sull’account Instagram e su quello Facebook).
IL LOCALE.
Per rendere più accattivante il progetto, lo spazio è stato allestito come una sorta di pub/locale, con tanto di bancone per drink e aperitivi, tutto a plastica zero. Il nome nasce dall’idea di uno spazio che fosse incontro con la strada, simbolicamente e letteralmente, quindi riprende l’indirizzo della porta che dà su Viale del Risorgimento: numero civico 79 (anche se l’ingresso ufficiale è al numero 77). La stanza è stata ristrutturata con l’aiuto dell’architetto Simone Orlandi – che ha aiutato anche a disegnare il logo e la grafica per i social – e arredata quasi esclusivamente con materiale usato, recuperato o riciclato. L’estetica del posto è ispirata molto all’idea di intergenerazionalità, senza la quale la gioventù non può pensare di radicarsi nel passato e proiettarsi nel futuro. Proprio per questo nell’arredamento troviamo oggetti che spaziano in tutte le epoche: da tavolini moderni a vinili, da lampade costruite con materiale di recupero a pareti decorate con poster o luci di natale, passando per una piccola biblioteca con una raccolta di Carducci del 1908. Tutte le sedie e i tavolini sono diversi tra di loro, proprio ad indicare l’accoglienza della diversità.
GLI EVENTI.
Il C79 organizza eventi serali – sempre a offerta libera – di cinque tipi:
- Aperitivi con momenti di confronto e dibattito su vari temi (InApe);
- Sessioni di giochi di ruolo e da tavola (InPlay);
- Eventi musicali, jam session e karaoke (InMusic);
- Serate di reading teatrale e recitazione (InArte);
- Discussioni e dibattiti sul rapporto tra serie TV e filosofia, soprattutto per ragazzi delle superiori (InCivicoJr).
Tra gli eventi più significativi e partecipati organizzati dal C79 troviamo l’aperitivo del 26 aprile scorso, nel quale quattro giovani impegnati in politica (in quattro partiti o liste di diversi orientamenti politici) hanno raccontato la loro testimonianza di impegno nella gestione del bene comune; l’evento di inaugurazione del primo marzo, con testimonianze personali di accoglienza (nel contesto dell’adozione, della disabilità e della tossicodipendenza); oppure, ancora, l’evento svoltosi ieri sera (17 maggio) sul tema dei sentimenti e delle relazioni, con la partecipazione della psicoterapeuta e educatrice Maria Lisa Ermini. Giovedì 16 si è tenuto il primo evento ospitato nel C79 organizzato da un gruppo esterno: una mostra interattiva del Gruppo Scout Livorno 3 sul tema della parità di genere. I ragazzi del Civico LAB si mostrano disponibili ad ospitare eventi esterni, a patto che coinvolgano i giovani e che siano spazi di dibattito aperti al dialogo. In futuro, il C79 vorrebbe allargare i propri confini e fare proposte anche diverse: da settembre verrà adibito anche ad aula-studio per studenti, con la particolarità di essere aperta anche la sera (17:00–23:00), con la possibilità di scaldare la cena o di prendere un caffè o una tisana.
La necessità di un «laboratorio di buone idee».
Il progetto del Civico 79 appare interessante proprio perché si impegna a creare uno spazio partecipativo gestito dalla gioventù livornese, un’officina di buone idee. In una città come Livorno, dove le realtà giovanili non sono poche, ma troppo spesso sono frammentate e isolate, il C79 si propone come un luogo di partecipazione e incontro tra realtà differenti. L’idea di non mettere segni confessionali nel locale (se non un’immagine di Giovanni Bosco, fondatore dei salesiani) rispecchia la volontà di aprirsi a quante più realtà diverse. Nonostante si trovi all’interno di una parrocchia, i giovani che gestiscono il Civico vorrebbero coinvolgere quanti più coetanei possibile, indipendentemente dalle identità politiche, culturali e ideali. I ragazzi del Civico LAB – mi racconta don Francesco Galante, uno dei fondatori del progetto – sono appassionati del Signore degli Anelli. Per questo, l’idea del Civico79 prende spunto anche dalla Locanda del Puledro Impennato, descritta da Tolkien come un «posto piacevole che si affaccia sulla via». In questo caso, su Viale del Risorgimento, numero civico 79.
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